Guadagno facile? No, grazie!

Reddito-e-impegno

Parliamo di quei business “facili”. Quelli nei quali si crede di lavorare poco e guadagnare tanto. C’è un articolo di un mio grande amico che racconta proprio di questo. Lui dice che il migliore reddito SEI TU. Nulla è regalato. La fortuna non arriva così, per caso, grazie alla fatina buona. Tutte le storie di vita e di azienda di successo che ho sentito e che sento, passano attraverso persone che hanno dedicato impegno e passione nel loro lavoro.

Qui di seguito trovate il link che vi porta all’articolo scritto da Alessandro Belloni sul sito di Very Personal Consulting:

www.verypersonalconsulting.com

Buona lettura.

Un abbraccio.

Fabrizio

Ottieni quello che vuoi perché puoi tutto… ma proprio tutto?!

formule magiche successo

E’ un periodo che mi capita spesso di leggere post, vedere slogan, sentire pubblicità radiofoniche, da far accapponare la pelle.

Ho l’impressione che si stia strumentalizzando il momento economico non roseo. Sta nascendo, o forse è già nata, la tendenza di dire alle persone che possono fare tutto quello che vogliono. Che se il lavoro che fanno non è per loro appagante, possono raggiungere quello che vogliono ed essere loro stessi. Si sta andando in giro a dire che, grazie a strumenti di personal development, business coaching (che è poi il mio lavoro), mindfulness, e chi più ne ha più ne metta, si può raggiungere quello che si vuole.

Balle! Sono tutte balle!

Ognuno può raggiungere quello che vuole grazie a certi strumenti. Verissimo! Ma al massimo delle sue potenzialità. Questa è la realtà! Strumenti come il business coaching (e parliamo di mental coach, non di coach aziendali che è un’altra cosa), sono strumenti potentissimi che permettono di raggiungere la propria eccellenza. LA PROPRIA ECCELLENZA!!! Non l’eccellenza in quell’ambito. Se no basterebbe fare un corso di potenziamento personale o di coaching e voilà! Tutti manager! Che poi il termine manager in Italia l’abbiamo storpiato alla grande! Il vero figo è il Director! In UK sei manager anche della toilette.

Comunque. Tornando a noi. Sono alcuni mesi che a volte, andando in giro in aziende, mi capita di scoprire che tizio ha lasciato il posto perché gli stava stretto, perché la vision dell’azienda non la vedeva più chiara, perché le nuove idee imprenditoriali non gli suonavano. Così intraprende la sua carriera in un ambito che gli è sempre piaciuto. Chi nella ristorazione, chi in ambito comunicazione e chi in ambito IT. “Perché quello è quello che amo fare”, dice!

Iniziano con la loro attività. Sono carichi, si sentono vivi, ora … poi passa il tempo, i risultati non arrivano (perché per gestire un ristorante non basta saper fare due uova. Fare comunicazione non è essere simpatico o entrare in empatia con lo sconosciuto per strada e fare IT non è aver fatto un sitarello con wordpress) e si trovano inghiottiti in un posto nel quale non trovano motivazione, riconoscimento economico, felicità. E tutto perché un giorno hanno dato retta a un Personal coach, un counselor, un xxxx, che gli ha detto:”tu puoi essere tutto quello che vuoi ora! Tu puoi raggiungere e avere quello che sogni!”. Hanno ascoltato uno che gli ha detto:”perché stare bloccato in un posto che non ti appartiene?”. E così sono finiti in un posto che è rimasto un sogno, un posto bellissimo solo quando chiudi gli occhi e immagini, ma poi, quando li riapri, ti rendi conto che forse forse, dove eri prima, così schifo non faceva.

Con questo cosa voglio dire. Semplicemente che chi ti vende formule magiche per il successo, mente! Ognuno di noi ha davvero tutte le potenzialità per raggiungere la sua eccellenza. Alcuni da fattorini possono diventare grandi imprenditori, altri degli eccellenti fattorini.

Le formule magiche non esistono!

Esistono strumenti che ti aiutano a raggiungere il tuo massimo, a patto che tu decida di utilizzarli. A patto che tu sia disposto a studiare, lavorare sodo, impegnarti. A fare accrescere le tue capacità. Non tutti hanno la fortuna e le capacità di fare quello che amano, ma tutti abbiamo la capacità di imparare ad amare quello che facciamo o perlomeno, evitare di deprimerci e intristirci. Si chiama gestione dello stato d’animo e gestire il proprio stato d’animo è facile… se sai come farlo! E quando decidi di lavorare con un business coach, uno di quelli che non racconta cazzate solo per spillarti due soldi, ti rendi conto di quanto una persona impara a stare bene in quello che ha senza fare colpi di testa, senza cercare di fare qualcosa che non vede neanche chiaro e che non gli suona minimamente bene.

Gestione dello stato d’animo. Alcune aziende, professionisti e persone lo sottovalutano. La realtà è che è uno strumento potentissimo per essere efficienti ed efficaci ed iniziare la propria scalata verso l’eccellenza.

Un abbraccio.

Fabrizio.

P.S. Occhio ai Maghi di Segrate! :-)

Sport coaching per raggiungere l’eccellenza

eccellenza sport coaching

Cosa vuol dire sport coaching? Chi è uno sport coach? E soprattuto cosa fa? Nell’articolo scritto per il sito Basket e volley in rete, racconto cosa fa un coach in ambito sportivo.

Tutto parte dal concetto di Peak Performance, ovvero raggiungere il massimo del proprio potenziale. Tre sono gli elementi che permettono di raggiungere l’eccellenza.

Quali sono? Non vi resta che scoprirli leggendo l’articolo che trovate a questo link

Un abbraccio.

Fabrizio

 

Vendita: arte o scienza?

vendita scienza

 

“Vendita: Arte o scienza?”. Bella domanda vero? Ho detto la mia in un articolo scritto per Very Personal Consulting. Oltre a leggere la risposta potrete torvare qualche info utile da applicare nelle vostre vendite. E se state pensando: “ma io non vendo niente”, ricordate che tutti vendiamo e lo facciamo spesso. Si può vendere un prodotto, un servizio, un progetto o un’idea. Nell’artciolo trovate qualcosa di davvero utile per aumentare le percentuali di vendita.

Quindi non mi resta che lasciarvi il link di Very Personal Consulting e augurarvi buona lettura: http://www.verypersonalconsulting.com/coaching/blog/

Un abbraccio.

Fabrizio.

 

 

 

Il coach consapevole e inconsapevole

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In questo primo articolo mi piacerebbe spiegare bene che cos’è un coach. Innanzitutto, un coach lavora in tre aree principali: Life, business e sport.

Sul “chi è un coach” se ne sentono tante e molto spesso le più fantasiose. A volte con dei termini anche giusti, ma con un’idea di fondo lontana dal vero significato. “Il mentalista”, “il motivatore”, “praticamente lo psicologo”, ecc.

Sapete cosa vi dico io? Cosa penso personalmente? Il coach può essere chiunque. Si divide in due tipologie; “coach consapevole” o “coach inconsapevole”. Mi spiego bene.

Avete mai avuto nella vostra vita (e spero di si) una persona speciale che, ogni volta che eravate tristi, riusciva in un modo o nell’altro a farvi tornare felici?
Ogni volta che non riuscivate a trovare la quadra per raggiungere un determinato obiettivo quella persona vi faceva ragionare fino ad arrivare alla soluzione? Ogni volta che non trovavate la motivazione per affrontare una sfida che fosse sportiva, lavorativa o di vita, quella persona riusciva a far scattare quella scintilla che vi permetteva di trovare la motivazione per iniziare quella sfida?

Bene! Quelle persone, che possono essere l’amico, l’insegnante, il cugino o lo sconosciuto con il quale avete parlato della vita, fuori da un locale, mentre fumavate una sigaretta e dopo qualche vodka-tonic di troppo, sono quelli che io chiamo i “coach inconsapevoli”, ovvero quelle persone che, senza sapere come e solamente grazie alle esperienze di vita e ad una spiccata sensibilità, riescono a darti quel qualcosa in più. Senza giudicare e senza dirti cosa è giusto o sbagliato riescono a farti fare quei ragionamenti che ti portano ad intraprendere il cammino verso quello che vuoi o ad allontanarti da quello che non vuoi più. Inconsapevolmente utilizzano delle strategie riuscendo a cambiarti o a darti spunti di miglioramento. Il fatto è che loro non hanno la consapevolezza delle strategie che stanno utilizzando. Le utilizzano e basta.

E il coach consapevole? Chi è?
Il coach consapevole è quell’amico, insegnante, cugino o sconosciuto che ad un certo punto si è reso conto che molto spesso riusciva a fare attuare dei cambiamenti nelle persone. Così un giorno si è chiesto:”ma come diavolo faccio?”. Da quella domanda ne è seguito tutto un percorso di studi che gli ha permesso di consapevolizzare le tecniche, che prima utilizzava inconsapevolmente, essendo così in grado di aiutare qualunque persona abbia la volontà di farsi aiutare, di cambiare o migliorare.

Sapete, ho anch’io il mio coach personale e vi posso assicurare che non è un coach consapevole. Il mio è un coach inconsapevole. Quello che mi ha tirato fuori dalla …ehm, fango fino al collo. Quello che non mi giudica, ma che mi fa ragionare per capire cosa è giusto o sbagliato per me, partendo dal presupposto che io so cosa è giusto o sbagliato secondo i miei valori. Quello che mi da la motivazione quando sembra non esserci. Quello che mi fa “tirare una facciata” se può essere un insegnamento. Quello che non mi rende schiavo dei suoi metodi, ma che ha il solo ed unico obiettivo di rendermi libero di fare ciò che voglio, nel rispetto di me stesso e degli altri, puntando a realizzarmi come persona nella massima gestione delle mie emozioni.
Quel coach, il mio coach personale, è mia mamma e questi per me sono i valori che deve seguire un “coach consapevole o inconsapevole che sia”.

Io e i ragazzi del team di VP Consulting (www.verypersonalconsulting.com) prendiamo spunto da questo. Dare degli strumenti per essere liberi. Dare strumenti per essere in grado di cambiare, migliorare ed essere ispirati!

Detto questo, se vi imbatterete in un coach che vi dirà “ah io sono uno dei coach numero 1 in Italia”, ricordatevi che non c’è il coach numero 1. Esiste il coach migliore per voi. E può essere inconsapevole o consapevole.
Quindi, prima di spendere soldi con un “coach consapevole”, cercate tra le persone che conoscete, cercate tra le persone che amate e che vi amano. Poi, se non lo trovate, chiamate uno di noi di VP Consulting, che non siamo i numeri 1, ma pare che siamo bravi! :-)

Un abbraccio.

Fabrizio

P.S. Per quelli che si sono chiesti:  “Ma scusa Fabrizio! anche tu che sei coach ogni tanto sei triste o hai bisogno di un aiuto?” Beh si, ovvio! Non sono mica un Guru Zen! Tante volte le cose le risolvo da me, altre invece no. Consiglio spassionato. Se trovate coach che vi dicono “ah, ma io sono sempre carico perché sono un coach! Nulla mi piega e nulla mi spezza!”, mmm … Diffidate! Certo, occhio anche al contrario. Se trovate un coach sempre depresso e che soffre di attacchi di panico e ansia … forse forse, è meglio stargli alla larga :-).