Il coach consapevole e inconsapevole

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In questo primo articolo mi piacerebbe spiegare bene che cos’è un coach. Innanzitutto, un coach lavora in tre aree principali: Life, business e sport.

Sul “chi è un coach” se ne sentono tante e molto spesso le più fantasiose. A volte con dei termini anche giusti, ma con un’idea di fondo lontana dal vero significato. “Il mentalista”, “il motivatore”, “praticamente lo psicologo”, ecc.

Sapete cosa vi dico io? Cosa penso personalmente? Il coach può essere chiunque. Si divide in due tipologie; “coach consapevole” o “coach inconsapevole”. Mi spiego bene.

Avete mai avuto nella vostra vita (e spero di si) una persona speciale che, ogni volta che eravate tristi, riusciva in un modo o nell’altro a farvi tornare felici?
Ogni volta che non riuscivate a trovare la quadra per raggiungere un determinato obiettivo quella persona vi faceva ragionare fino ad arrivare alla soluzione? Ogni volta che non trovavate la motivazione per affrontare una sfida che fosse sportiva, lavorativa o di vita, quella persona riusciva a far scattare quella scintilla che vi permetteva di trovare la motivazione per iniziare quella sfida?

Bene! Quelle persone, che possono essere l’amico, l’insegnante, il cugino o lo sconosciuto con il quale avete parlato della vita, fuori da un locale, mentre fumavate una sigaretta e dopo qualche vodka-tonic di troppo, sono quelli che io chiamo i “coach inconsapevoli”, ovvero quelle persone che, senza sapere come e solamente grazie alle esperienze di vita e ad una spiccata sensibilità, riescono a darti quel qualcosa in più. Senza giudicare e senza dirti cosa è giusto o sbagliato riescono a farti fare quei ragionamenti che ti portano ad intraprendere il cammino verso quello che vuoi o ad allontanarti da quello che non vuoi più. Inconsapevolmente utilizzano delle strategie riuscendo a cambiarti o a darti spunti di miglioramento. Il fatto è che loro non hanno la consapevolezza delle strategie che stanno utilizzando. Le utilizzano e basta.

E il coach consapevole? Chi è?
Il coach consapevole è quell’amico, insegnante, cugino o sconosciuto che ad un certo punto si è reso conto che molto spesso riusciva a fare attuare dei cambiamenti nelle persone. Così un giorno si è chiesto:”ma come diavolo faccio?”. Da quella domanda ne è seguito tutto un percorso di studi che gli ha permesso di consapevolizzare le tecniche, che prima utilizzava inconsapevolmente, essendo così in grado di aiutare qualunque persona abbia la volontà di farsi aiutare, di cambiare o migliorare.

Sapete, ho anch’io il mio coach personale e vi posso assicurare che non è un coach consapevole. Il mio è un coach inconsapevole. Quello che mi ha tirato fuori dalla …ehm, fango fino al collo. Quello che non mi giudica, ma che mi fa ragionare per capire cosa è giusto o sbagliato per me, partendo dal presupposto che io so cosa è giusto o sbagliato secondo i miei valori. Quello che mi da la motivazione quando sembra non esserci. Quello che mi fa “tirare una facciata” se può essere un insegnamento. Quello che non mi rende schiavo dei suoi metodi, ma che ha il solo ed unico obiettivo di rendermi libero di fare ciò che voglio, nel rispetto di me stesso e degli altri, puntando a realizzarmi come persona nella massima gestione delle mie emozioni.
Quel coach, il mio coach personale, è mia mamma e questi per me sono i valori che deve seguire un “coach consapevole o inconsapevole che sia”.

Io e i ragazzi del team di VP Consulting (www.verypersonalconsulting.com) prendiamo spunto da questo. Dare degli strumenti per essere liberi. Dare strumenti per essere in grado di cambiare, migliorare ed essere ispirati!

Detto questo, se vi imbatterete in un coach che vi dirà “ah io sono uno dei coach numero 1 in Italia”, ricordatevi che non c’è il coach numero 1. Esiste il coach migliore per voi. E può essere inconsapevole o consapevole.
Quindi, prima di spendere soldi con un “coach consapevole”, cercate tra le persone che conoscete, cercate tra le persone che amate e che vi amano. Poi, se non lo trovate, chiamate uno di noi di VP Consulting, che non siamo i numeri 1, ma pare che siamo bravi! :-)

Un abbraccio.

Fabrizio

P.S. Per quelli che si sono chiesti:  “Ma scusa Fabrizio! anche tu che sei coach ogni tanto sei triste o hai bisogno di un aiuto?” Beh si, ovvio! Non sono mica un Guru Zen! Tante volte le cose le risolvo da me, altre invece no. Consiglio spassionato. Se trovate coach che vi dicono “ah, ma io sono sempre carico perché sono un coach! Nulla mi piega e nulla mi spezza!”, mmm … Diffidate! Certo, occhio anche al contrario. Se trovate un coach sempre depresso e che soffre di attacchi di panico e ansia … forse forse, è meglio stargli alla larga :-).

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